IL MASSAGGIO NELL'ANTICA ROMA


L'arte del massaggio è parte integrante della storia e della cultura dell’antica Roma, basti pensare alle cure effettuate agli ospiti delle terme, dove quest’arte veniva utilizzata anche per il rilassamento e le cure di bellezza. Il medico greco Asclepiade si trasferì a Roma per praticare ed insegnare la medicina e nel volume "L’Evoluzione della Medicina Moderna" si narra di un suo massaggio di alcuni minuti che risvegliò un uomo apparentemente morto. Celso, un medico Romano vissuto all’inizio dell’era cristiana, sosteneva la necessità di massaggiare il corpo varie volte al giorno, sotto i raggi del sole.

Si dice che Giulio Cesare si facesse massaggiare quotidianamente con l’olio d’oliva, per lenire i dolori di emicranie e nevralgie e per tenere sotto controllo l’epilessia.

Galeno – II sec. d.C., medico dell’antica Roma ai tempi dell’imperatore Marco Aurelio – dedicò al massaggio una nutrita serie di testi e lo consigliava ai gladiatori.

Plinio il Vecchio – naturalista romano – si faceva regolarmente massaggiare da esperti schiavi e ne parla in una sua lettera all’Imperatore, spiegando come la sua vita fosse stata salvata da un medico grazie al massaggio.

Dopo il collasso dell’Impero Romano la medicina occidentale ed il massaggio subirono un periodo di declino, e l’eredità greco-romana fu raccolta dagli arabi come testimoniato dagli scritti di Avicenna – medico-filosofo-matematico persiano – che descrisse l’importanza del massaggio per lenire i dolori.

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