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IL DONDOLIO TERAPEUTICO DEL MASSAGGIO AMAZZONICO E LA CURIOSA STORIA DELLA CULLA

Aggiornamento: 27 feb 2023



Chi ha avuto il piacere e la fortuna di provarlo, conosce l'effetto profondamente calmante e ipnotico del Massaggio Amazzonico. I dondolii, le oscillazioni, le vibrazioni e i pendoli tipici di questo trattamento hanno lo proprio lo scopo di rilassare i tessuti in profondità fino a coinvolgere i visceri e tutti gli organi interni. In vari articoli ho parlato del fatto che il Massaggio Amazzonicoagisce bypassa la neo-corteccia cerebrale agendo direttamente sul cervello limbico-emotivo (sotto-corticale). Credo che, in tal senso, le manovre riportino in qualche modo alla rassicurante sensazione che ognuno di noi ha vissuto nel ventre materno (dondolio passivo) o, successivamente, nelle braccia di nostra madre o, ancora, nella culla.



Riprendendo uno studio menzionato nel libro di Ashley Montagu, IL LINGUAGGIO DELLA PELLE (Il senso del tatto nello sviluppo comportamentale del bambino), è interessante apprendere che proprio la culla subì, dalla fine degli anni dell'800 e per la durata di un'intera generazione, un attacco da parte delle cosiddette autorità. Pare che in quegli anni si sviluppò fra medici e puericultrici l'idea che fosse pericoloso o, addirittura, dannoso avere troppi riguardi per il bambino. Si pensava che molti dei disturbi che affliggevano i bambini fossero dovuti all'interferenza, sia pur dovuta alle migliori intenzioni, di genitori indulgenti. ben presto si ritenne "autorevolmente" che la prima e più evidente responsabile di questo danno fosse la culla. E così la culla dovette scomparire da tutti gli ospedali psichiatrici e dalle case dell'epoca. Questo prolungato attacco alla culla esteso all'affettuosa abitudine di prendere in braccio il bambino per coccolarlo, riuscì a farla abbandonare per un modello più moderno: il lettino a sbarre, fisso, del tutto simile ad una prigione. Il fatto stesso che dagli albori della storia dell'uomo le madri abbiano cullato in braccio i propri figli per farli addormentare era una riprova dell'arcaicità di quell'usanza e dondolare i bambini nella culla era perciò ritenuto ugualmente antiquato e "anti-moderno".


L'idea fu confermata e rafforzata (tanto da influenzare profondamente la psicologia del tempo) poco più tardi dall'avvento del Behaviorismo secondo cui contava (ai fini scientifici) solo ciò che poteva essere osservato oggettivamente nel comportamento del bambino (i bisogni, i desideri e i sentimenti erano considerati inesistenti). Secondo i behavioristi, il sentimentalismo andava evitato per il fatto che ogni manifestazione d'affetto e ogni contatto fisico rendevano il bambino troppo dipendente dai genitori. I pediatri raccomandavano ai genitori mantenere un raffinato distacco dai figli tenendoli a debita distanza e occupandosi di loro seguendo un programma caratterizzato da obiettività e regolarità: i bambini dovevano essere nutriti ad orari precisi e regolari e se piangevano, bisognava lasciarli piangere evitando di consolarli (poiché consolarli significava viziarli).


Inutile dire che l'approccio behavioristico (sebbene ancora presente: si pensi ai parti in ospedale, alla meccanicizzazione dell'ostetricia, all'abitudine di separare i neonati dalla madre, all'impossibilità di nutrirli appena nati, all'eliminazione dell'allattamento al seno e all'incoraggiamento dell'allattamento artificiale, alla tendenza di fare a meno del ciuccio), si dimostrò infondato e dannoso per milioni di bambini, molti dei quali diventarono poi adulti disadattati.


Avendo trascorso tutta la sua vita precedente tranquillamente rannicchiato nell'utero materno, è più plausibile (se non certo) che il bambino si sentirebbe più a suo agio comodamente sistemato dentro ad una culla anzichè essere abbandonato in un largo, dispersivo (le superfici protettive, in caso di bisogno, si trovano troppo lontano) e monodimensionale (il bianco del soffitto che si fonde con quello delle lenzuola) lettino a sbarre. A tal proposito, sembra che i bambini cresciuti in lettini troppo grandi sono spesso molto apprensivi e si dimostrano inibiti quando dovrebbero cominciare a sperimentare e ad esplorare.

Al contrario, il bambino ha bisogno del sostegno di un ambiente comodo e confortevole, che lo rassicuri e gli garantisca che è ancora in contatto con il mondo e non precariamente sospeso in esso. E' in gran parte attraverso i messaggi e le sollecitazioni ricevute dalla pelle che il piccolo si rassicura che tutto va bene. L'ambiente avvolgente tipico della culla risulta essere rassicurante per il bambino perchè gli offre una certa ripetizione, un ritmo, una continuazione della vita che per lungo tempo ha condotto nel ventre materno.

Per questo motivo, quando il bambino si sente scomodo o insicuro e si mette a piangere, il dondolio della culla ha un effetto calmante e il piccolo cesserà di piangere se viene cullato a dovere.

Milioni di bambini (contrariamente alla teoria che sostiene la dannosità della culla) che sono stati cullati per essere addormentati o consolati, sono diventati adulti capaci di addormentarsi autonomamente.


Le sedie a dondolo sono ancora popolari fra la gente anziana, specialmente nelle zone rurali non sofisticate, dove la "modernità" non ha fatto massiccia irruzione come nelle aree urbane. È strano che nessuno abbia avanzato l'ipotesi che la sedia a dondolo sia inutile e viziosa per gli adulti o che gli adulti siano incapaci di rilassarsi se non con l'aiuto di una sedia a dondolo.

In realtà per gli adulti e, in particolare, per chi si avvia alla vecchiaia, le sedie a dondolo sono altamente raccomandabili per le stesse ragioni che rendono raccomandabile la culla per i bambini.


Il dondolio, infatti:


accresce negli adulti e nei bambini, la portata cardiaca favorendo la circolazione sanguigna;

favorisce la respirazione allontanando il pericolo di congestione polmonare;

stimola il tono muscolare;

mantiene il senso di relazione (un bambino cullato sa che non è solo!);

comporta una stimolazione cellulare e viscerale;

aiuta a sviluppare un efficace funzionamento dell'apparato gastro-intestinale (l'intestino contiene sempre sostanze chilificate, cioè liquide, e gas...con il dondolio il chilo si muove avanti e indietro sulla mucosa intestinale distribuendosi per tutto l'intestino e favorendo la digestione e l'assimilazione).

calma il sistema nervoso;

stimola quasi tutta la pelle con conseguenti benefici fisiologici su tutto l'organismo.




L'autocullamento che spesso si vede fra i ricoverati negli ospedali psichiatrici lo si ritrova come atto di autoconforto nei momenti di dolore fra persone che altrimenti non lo praticherebbero. Spesso, nei popoli di origine semitica, compresi gli ebrei ortodossi, il dondolio del corpo si accompagna alla preghiera, al dolore, allo studio. Evidentemente si tratta di una forma di comportamento confortante.




Non stupisce che anche le popolazioni della foresta amazzonica adottino comportamenti simili come forma di conforto reciproco: nel loro caso è l'amaca ad essere l'oggetto preferito usato durante questi riti che non si "limitano" alle estasi di gruppo guidate dagli sciamani e accompagnate da tamburi e percussioni ma colorano di gioco e relax (in assenza di tv, radio e internet), le abitudini quotidiane.

Tra una seduta di caccia e l'altra, tra un lavoro e l'altro, queste genti dedicano spesso e volentieri il loro tempo al rilassamento, alla contemplazione, al riposo, allo scambio di coccole, carezze e contatto fisico attraverso i quali vengono veicolati simbolicamente gli strumenti adoperati nella vita quotidiana (come il pestello, il pendolo, il talismano, il mestolo) oppure gli elementi naturali (come la pioggia, la cascata, le sabbie mobili, le onde, le tarantole, i pidocchi..) o, ancora, le azioni svolte nel lavoro o nel gioco (come lo scavare, lo spolverare, il palleggiare).










Uno dei momenti di svago e riposo delle popolazioni del Mato Grosso (Brasile)













Amaca moderna



Lorenzo Biroli

- Specialista del Massaggio

- Operatore in Discipline bio-naturali

- Training Autogeno

- Counselor Umanistico



📚IL LINGUAGGIO DELLA PELLE - Il senso del tatto nello sviluppo fisico e comportamentale del bambino (Ashley Montagu)













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